lunedì 26 gennaio 2015

Cacca nello spazio


Il materiale scienzo del Doctor Kram che ti spiega le cose che non sai, ma che nella vita ti servono a ufo. Cioè, tipo quella volta che sei uscito a fare l’aperitivo e poi ti sei trovato nello spazio, che non si trova mai parcheggio in centro e “no, guarda, arrivo, metto la macchina un po’ fuori che non c’è il disco orario”, ma non è quello il punto… Il punto è: che fai? Torni a casa a cena? O ti mangi qualcosa fuori? Guarda, giusto un paio di compresse liofilizzate di caponata e poi torno…


Cosa non mangiare:
La NASA sconsiglia alcune robe, il lunedì scienzo ti dice “perché no?”, ma visto che non ci sei mai andato nello spazio, ma al massimo massimo nell’ospizio prima che ti spiegassimo la differenza, forse crediamoci…


Gelato liofilizzato: quello provato per la prima volta nella missione Apollo 7. Fu definito troppo fico, che poi alla gente non glie ne fregava più una ceppa degli astronauti e così lo hanno tolto. Non c’è altra spiegazione.


Crackers: come patatine, pane, biscotti e tutte le cose che fanno briciole che poi ti si infilano nell’oscillospettrometro e visto che non sai neppure cosa sia, non vorrai mai romperlo che costa ottocento pneumi ed è difficile dare la colpa alla pallina da golf di Alan Shepard.


Pizza: pare diventi troppo gommosa. Se invece è una Big Americans, o una pizza-spaghetti, può essere confusa per un ufo e poi ai terrestri ci tocca mandare il principe di Bel Air a risolvere le cose.


Bevande gassate: la Coca Cola ci aveva provato nel 1985. Pare che un rutto abbia fatto tornare gli astronauti a terra, dopo aver percorso un paio di orbite di Giove.


Broccoli: e cibi maleodoranti in genere. Pare che sulla ISS il gioco di “dai, dai, dai, tirami il dito!” non faccia più ridere. Peccato.


Cult da provare assolutamente: 


Dentifricio al gusto carne e cioccolato. Il primo vero cibo nello spazio, mangiato da Gagarin direttamente dal tubetto. E’ arrivata la tristezza fino qua, ma comunque è leggenda.


Tang: tè in polvere, disponibile anche già pronto in brick. Gli astronauti ne vanno pazzi, e a te basta quello per volerlo a tutti i costi.


Space Food Stick: non importa cosa sia… Ora ti guardi il video e ti convinci che non lo vuoi. Ti guardi il video e ti convinci. No, pravaci.


Caramelle gommose: perché no? E poi lanciare una manciata di orsetti nella stazione orbitante gridando “Or-set-ti!Or-set-ti!” deve essere fichissimo.


Pollo con riso, funghi e piselli: embè? Ebbene si. Nello spazio, grazie alle nuovi sistemi di smaltimento rifiuti organici (grazie Wollowitz) puoi scegliere cosa vorresti mangiare prima di partire. Magari non dieci minuti prima che ci vuole almeno un anno alla Argotec, azienda torinese, per perfezionare un cibo spaziale. Ma se vuoi, puoi. E se poi sei stufo della tua polenta e crauti puoi fare scambio con il sushi liofilizzato del tuo compagno giapponese.


Quanto tempo è passato dalle missioni Apollo in cui gli astronauti mangiavano il meno possibile per non fare la cacca e far puzzare lo shuttle, che mica ci puoi aprire l’oblò…

4 commenti:

  1. Mi pareva di aver letto da qualche parte che nelle prime spedizioni Apollo, gli astronauti fossero costretti ad usare pannoloni, ma non ci metterei la mano sul fuoco :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Confermo! Il MAG (Maximum Absorption Garment), che a discapito del nome fichissimo è sempre un pannolone. Ma pare che possa assorbire dieci padellate di quel liquido blu delle pubblicità...

      Elimina
  2. Ahhh!
    Non ci credo...
    Hai scritto il POST!
    Il cibo... spaziale.... AHhhhh sono davvero senza parole per l'emozione dell'argomento XD

    A proposito: ti voglio ringraziare per la mega pubblicità... Farò di tutto per sdebitarmi come si deve :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E pensa che all'inizio volevi postare solo foto di astronauti che mangiano biscotti. Ma ho scoperto che non mangiano biscotti ed è stata una delusione...

      Elimina

Commenta e ti sarà risposto. Te lo promette il Doctor Kram! Ah, e magari non usare l'anonimato, ma almeno Nome/url, così giusto per...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...